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Posted by on Lug 8, 2013 in lasciti |

Tutela per i Legittimari

lasciti testamentari

La tutela, successiva all’apertura della successione, apprestata dall’ordinamento ai legittimari. 

La tutela che l’ordinamento appresta ai legittimari dopo l’apertura della successione, invece, consente ad essi di ricevere ristoro dalla lesione subita e ciò si esplica in due forme:

1) Quella giudiziaria per cui:

Qualora un legittimario venga privato, in tutto o in parte, della sua quota di legittima, per

effetto di una disposizione testamentaria e/o donazioni poste in essere in vita del defunto,

esso può far valere il proprio diritto all’ottenimento dell’intera quota di legittima mediante

un apposita azione giudiziaria: l’azione di riduzione, soggetta al termine di prescrizione di

10 anni. Infatti i legittimari che non hanno ricevuto nulla (legittimari pretermessi) o i

legittimari che hanno ricevuto beni di valore inferiore a quello della quota di legittima

(legittimari lesi) possono esperire la c.d. azione di riduzione.

L’azione di riduzione va infatti proposta nei confronti dell’erede o del donatario che ha

ricevuto beni in eccedenza.

La c.d. azione di riduzione, espressione con la quale viene per lo più riassuntivamente

evocata questa tutela, può essere in effetti distinta in una triplice impugnativa, a seconda

della fase e dei soggetti nei cui confronti viene attivata. A questo riguardo si può

individuare l’azione di riduzione in senso stretto, l’azione di restituzione contro i

beneficiari delle disposizioni ridotte e l’azione di restituzione promossa contro gli

eventuali terzi subacquirenti (aventi causa dal soggetto beneficiato) La prima azione ha

ad oggetto la disposizione liberale (la donazione, l’istituzione d’erede, il legato: il tutto

secondo i principi di cui agli artt. 558 e 559 cod.civ., in base ai quali in primo luogo si

riducono le disposizioni testamentarie, soltanto successivamente le donazioni, iniziando

dall’ultima e risalendo a quelle anteriori) lesiva della quota di legittima. Essa, come tale, è

volta a far dichiarare l’inefficacia (in tutto o in parte, in dipendenza della gravità della

lesione) di dette disposizioni, in quanto eccedenti la quota disponibile. Il secondo rimedio

è finalizzato, in esito al positivo esperimento dell’azione predetta, a far recuperare al

legittimario le attività che si trovassero ancora nel patrimonio dei soggetti beneficiati. La

terza azione, la cui esperibilità dipende dall’eventuale alienazione dei cespiti oggetto delle

disposizioni lesive a terzi, ha parimenti finalità recuperatorie, rivolgendosi tuttavia nei

confronti dei terzi subacquirenti aventi causa dal soggetto beneficiato. Così se il

donatario ha, nel frattempo, alienato a terzi gli immobili donati, e non ha altri beni nel

proprio patrimonio sui quali il legittimario leso possa soddisfare le proprie ragioni,

quest’ultimo potrà chiedere ai terzi acquirenti la restituzione del bene a suo tempo donato:

questa è appunto l’azione di restituzione. Quest’ultimo aspetto palesa la peculiare forza

dell’azione di riduzione intesa in generale, valevole cioè anche al di fuori dell’ambito dei

soggetti direttamente interessati dal fenomeno successorio e da un diretto legame con il

de cuius. Va osservato come l’azione recuperatoria nei confronti del terzo sia subordinata

alla situazione di incapienza del donatario.

2) Quella consensuale tramite l’intervento del notaio in funzione tipicamente antiprocessualistica volta a favorire il sorgere dei c.d accordi reintegrativi della legittima.

E’ infatti opinione diffusa in dottrina che l’art. 554 c.c. nella parte in cui stabilisce che le

disposizioni testamentarie eccedenti la quota di cui il defunto poteva disporre sono

soggette a riduzione, si riferisca non solo all’azione di riduzione ma, più in generale, ad

ogni operazione con la quale si procede a ridurre quantitativamente i lasciti e/o le

donazioni che eccedono il limite della disponibile.

In altri termini sono considerati perfettamente legittimi gli accordi fra privati nei quali la

riduzione si attua non a seguito della proposizione e dell’accoglimento di domande

giudiziali, ma per volontà delle parti.

*N.B. Le consulenze sono possibili solo qualora si desideri inserire LILT Biella o Hospice L’Orsa Maggiore tra i beneficiari del testamento.

Informati :

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Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a:

Dott.ssa Laura Schiapparelli, coordinatrice generale di  LILT Biella e responsabile lasciti Dott.ssa Laura
e-mail l.schiapparelli@liltbiella.it | tel. 015.83.52.111. Se necessario, la LILT di Biella è affiancata da un notaio che potrà dare informazioni e dissolvere ogni dubbio.

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