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Posted by on Lug 8, 2013 in lasciti |

Tutela preventiva dei legittimari

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Ricerca di una tutela preventiva dei legittimari grazie agli interventi del notaio

La situazione che si verifica spesso in concreto è rappresentata dallo spiacevole inconveniente che, all’apertura della successione, le attribuzioni disposte a favore dell’ente non profit possano ledere le quote di legittima spettanti ai più stretti congiunti del disponente (vale a dire ex art. 563 c.c coniuge, figli legittimi o naturali o loro discendenti, ascendenti).

Dal punto di vista della ricerca di una possibile tutela preventiva ed in ossequio alla funzione antiprocessualistica cui è ispirata l’attività notarile, la fattispecie in questione pone all’attenzione del notaio una problematica di grande rilievo pratico nel suo operare quotidiano, qualora sia richiesto di prestare la propria attività di consulenza di fronte ad un eventuale cliente che richieda di destinare parte dei suoi beni ad un ente non profit:  vale a dire la necessità di ricercare con il cliente una soluzione pratica che tenga possibilmente conto di un equo contemperamento fra l’interesse alla libera facoltà di disporre del cliente e l’interesse alla tutela della famiglia c.d. “nucleare” (vale a dire alla famiglia rappresentata dai più stretti congiunti) del cliente stesso.  

Ciò, perchè se è vero che il de cuius o il donante deve poter disporre delle proprie sostanze, tuttavia egli deve fare ciò, quantomeno consapevole della tutela che l’ordinamento appresta ai suoi prossimi congiunti legittimari.

La legge in altre parole prevede che a costoro vada comunque una quota dei beni lasciati dal defunto. Neppure la volontà del disponente è abilitata a porre nel nulla il diritto del legittimario ad ottenere la c.d. “porzione legittima”.

Per questo motivo il codice civile (artt. 553 , 554 , 555 , 556 , 557 , 558 , 559 , 560 , 561 , 562 , 563 e 564 cod. civ.) prevede una serie di disposizioni volte a proteggere gli interessi dei legittimari, compendiate nel titolo “Della reintegrazione della quota riservata ai legittimari”. Così per individuare in concreto le singole quote di legittima e le corrispondenti quote disponibili previste dalla legge occorre distinguere varie ipotesi che si esaminano di seguito:

figli: in assenza di coniuge, se vi è un solo figlio, allo stesso è riservata la metà del patrimonio (quota disponibile= metà); in assenza di coniuge, se vi sono più figli, sono loro riservati i due terzi del patrimonio da dividersi in parti uguali (quota disponibile= un terzo);

coniuge: in assenza di figli e ascendenti, al coniuge è riservata la metà del patrimonio (quota disponibile= la metà);

concorso di coniuge e figli: nel caso di un solo figlio, ad esso è riservato un terzo del patrimonio (quota disponibile=un terzo). Nel caso in cui ci siano più figli, al coniuge è riservato un quarto del patrimonio, ai figli è riservata la metà del patrimonio, in parti uguali tra loro (quota disponibile=un quarto); – ascendenti: in assenza di figli e coniuge, agli ascendenti del defunto è riservato un terzo del patrimonio(quotadisponibile=dueterzi); – concorso tra ascendenti e coniuge: in assenza di figli ma con coniuge e ascendenti, al coniuge è riservata la metà del patrimonio mentre agli ascendenti è riservato un quarto del patrimonio (quota disponibile un quarto);

 

Ritornando alla complessa problematica della tutela preventiva dei legittimari molto
dipende dalla volontà di chi dispone:


a) se la volontà è nel senso di voler ledere consapevolmente la quota dei legittimari (si
pensi a chi intende attribuire la totalità o quasi dei suoi beni ad un ente non profit),
il
notaio, richiesto di prestare la propria attività di consulenza, dovrà comunque rendere edotto il cliente del rischio che una simile disposizione comporta, ossia il fatto che una
simile disposizione possa essere impugnata in sede giudiziaria dai legittimari all’apertura
della successione. Nonostante ciò, il notaio sarà tenuto comunque a ricevere il testamento
poiché la lesione di legittima sarà accertabile solo all’apertura della successione e
comunque non costituirà motivo di nullità del testamento stesso.
b) se la volontà del disponente è invece quella di riservare sì all’ente non profit parte dei
suoi beni ma, allo stesso tempo, di non ledere le quote dei legittimari,
allora l’attività del
notaio può assumere un rilievo più diretto nel ricercare con il cliente una soluzione
adeguata alle sue volontà. In particolare una possibile strategia potrebbe esssere quella
di consigliare al cliente di provvedere ad istituzioni di erede in quote ideali rispettose
delle legittime —–> si pensi a Tizio, coniugato con un figlio, il quale vuole destinare
parte dei suoi beni ad un ente no profit. In tal caso si potrà prevedere di istituire eredi i
legittimari (coniuge e figlio) rispettivemnete nella quota ideale di un terzo ciascuno,
riservando la restante parte disponibile all’ente non profit.


Tuttavia anche attribuzioni a titolo universale in quote ideali non sono in grado di mettere
totalmente al riparo da eventuali lesioni di legittima, qualora sopravvengano impreviste
circostanze di natura soggettiva od oggettiva relative alla posizione del testatore, dopo la
redazione del testamento.
Si pensi all’ipotesi di natura soggettiva in cui soppravvengano
altri legittimari (es. riconoscimento di figlio naturale non indicato in testamento o
dichiarazione giudiziale di paternità naturale). Si pensi ancora all’ipotesi di natura
oggettiva in cui il testatore abbia disposto in vita per donazione a favore di un ente non
profit e, all’apertura della succesione, il patrimonnio ereditario abbia subito una modifica
in senso peggiorativo della sua consistenza: in tal caso la disposizione donativa potrebbe
ledere le quote di legittima, nonostante l’istituzione in quote ideali operata nel testamento.
In definitiva, la mutevolezza delle circostanze inerente la posizione giuridica del
disponente fino all’apertura della successione, impedisce di poter realizzare una tutela
preventiva certa e definitiva dei soggetti legittimari; ciò tuttavia non significa che il
notaio debba esimersi dal ricercare con il cliente una soluzione in grado di limitare il più
possibile i rischi di lesione delle quote di legittima al momento dell’apertura della
successione

*N.B. Le consulenze sono possibili solo qualora si desideri inserire LILT Biella o Hospice L’Orsa Maggiore tra i beneficiari del testamento.

Informati :

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Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a:

Dott.ssa Laura Schiapparelli, coordinatrice generale di  LILT Biella e responsabile lasciti Dott.ssa Laura
e-mail l.schiapparelli@liltbiella.it | tel. 015.83.52.111. Se necessario, la LILT di Biella è affiancata da un notaio che potrà dare informazioni e dissolvere ogni dubbio.
 

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