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Posted by on Apr 24, 2012 in Articoli di interesse, News | 0 comments

2011 Un anno di  progressi nella lotta contro il cancro

2011 Un anno di progressi nella lotta contro il cancro

La Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), come ogni anno,  ha pubblicato i risultati ottenuti nel 2011 nella lotta contro il cancro.

Il rapporto è stato compilato da 18 Oncologi di fama internazionale e copre il perioda che va dall’ottobre 2010 al settembre 2011. Sono state prese in considerazione i risultati che hanno avuto o che potrebbero avere un impatto considerevole nella lotta contro i tumori.

 

Tumori polmonari: la TC a basso dosaggio di radiazioni si è rivelato un mezzo estremamente efficace nella diagnosi precoce dei tumori polmonari. È indicata nei soggetti fumatori, ovvero coloro che hanno fumato l’equivalente di un pacchetto al giorno di sigarette per almeno trent’anni. Lo studio ha dimostrato che una TC annuale permette una diagnosi precoce e riduce il rischio di morte per cancro al polmone del 20% se confrontato con una semplice RX del torace. Si tratta del primo studio che dimostri una riduzione della mortalità per carcinoma polmonare mediante l’attuazione di un esame di screening.

Sempre nel carcinoma polmonare, un nuovo farmaco specifico per i pazienti con determinate caratteristiche genetiche, ha dimostrato la sua efficacia negli stadi avanzati di malattia, è un ulteriore conferma della “terapia personalizzata” nella cura dei tumori.

 

Tumore alla mammella: il farmaco Exemestane (Aromasin), se assunto dopo l’intervento chirurgico nelle donne con un carcinoma mammario aggressivo, riduce del 65% il rischio di malattia sistemica. Il farmaco è stato testato su 4560 donne con più di 60 anni. Sempre nelle donne affette da carcinoma mammario, l’irradiazione delle stazioni linfonodali anche se negative, riduce la ripresa locale di malattia e le metastasi a distanza. Il trattamento dovrà essere discusso dal radioterapista con la paziente.

 

Nei pazienti affetti da melanoma con una particolare mutazione genetica, un nuovo farmaco, il Vemurafenib, migliora la sopravvivenza. Il farmaco è già stato approvato dalla Food and Drug Administration nell’agosto 2011. Questo è il primo studio che dimostri un aumento della sopravvivenza globale utilizzando un trattamento combinato usando la chemioterapia e l’immunoterapia nei pazienti affetti da  melanoma avanzato.

 

Anche nel carcinoma dell’ovaio la terapia con farmaci basati su anticorpi monoclonali la fa da padrone,  l’utilizzo del Bevacizumav, un farmaco che blocca l’angiogenesi, ovvero la crescita di nuovi vasi sanguinei  indispensabili per nutrire il tumore e pertanto in grado di bloccarne lo sviluppo. Utilizzando questo farmaco si è osservata una riduzione del 52% del rischio di progressione di malattia, un risultato senz’altro incoraggiante e che fa ben sperare per il futuro.

 

Qualcosa sta cambiando anche nella terapia dei tumori infantili.  L’utilizzo di nuovi farmaci nei bambini affetti da neuroblastoma avanzato, un tumore che origina dai gangli del sistema nervoso, e che è dopo i tumori del sistema nervoso centrale la  più frequente tra le neoplasie  dell’infanzia, con un incidenza di 10 nuovi casi/anno ogni milione di persone. Il neuroblastoma è responsabile della morte  del 15% dei bambini affetti da malattie tumorali. Purtroppo nel 50% dei casi, quando viene diagnosticato è già in fase avanzata e non è sensibile alla chemioterapia. I nuovi farmaci testati nel 2011 hanno migliorato la sopravvivenza di ben il 49% a tre anni, un ottimo risultato se confrontato con il 33% dei farmaci standard. Anche nelle leucemie linfoblastiche acute, che colpiscono prevalentemente pazienti giovani ed in età pediatrica,  nuovi farmaci hanno  migliorato la sopravvivenza  ormai giunta all’80% , trasformando quella che  era una delle principali cause di morte per tumori nei bambini in una della malattie neoplastiche più curabili.

 

Il rapporto cita bel altri 18 successi degni di nota, pur con un impatto inferiore a quelli appena riportati ma sicuramente positivi.

Come sempre di tratta di tanti piccoli passi, molto resta ancora da fare, ma queste scoperte seppur minime, ci permettono di guardare più fiduciosi al futuro.

 

Giuseppe Girelli

 

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