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Posted by on Set 24, 2012 in Articoli di interesse, News | 0 comments

Acqua minerale: definizione e consumi

Acqua minerale: definizione e consumi

L’acqua minerale è un tipo di acqua sorgiva, solitamente commercializzato in bottiglia.

In Italia può essere venduta con la dicitura acqua minerale solo l’acqua che risponde ai criteri di legge stabiliti dal D.L. 25/1/1992 n.105 (modificato dal D.Lgs 339/99 in attuazione della Direttiva 96/70/CE), il quale recita:

“Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute”.

Per la legge italiana le acque minerali commerciabili possono essere divise in varie categorie secondo quanto indicato da un decreto legislativo del 1992

  • acque minimamente mineralizzate: il residuo fisso a 180° è inferiore a 50 mg/l
  • acque oligominerali (o leggermente mineralizzate): il residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/L.
  • acque ricche di sali minerali: il residuo fisso è superiore a 1500 mg/l

Per le acque il cui residuo fisso è compreso tra 500 e 1500 mg/L il decreto non fornisce indicazioni di nomenclatura.

 

Il consumo in Italia e in Europa

La Beverage Marketing Corporation, una società statunitense di analisi statistica e consulenza, afferma che l’Italia è al terzo posto per il consumo di acqua minerale, preceduta da Emirati Arabi e Messico.

Ma come siamo messi noi Italiani rispetto all’Europa?

In base ai dati forniti da Altroconsumo si rileva che noi beviamo ogni anno tra i 193 e i 195 litri pro capite, seguiti dai Francesi (142). Al terzo posto troviamo il Belgio con un consumo pro capite di 134 litri, la Spagna con 133 litri, la Svizzera con 127, la Germania con 125 litri, l’Austria con 101, il Portogallo 88 litri, la Grecia 59, l’Irlanda 26 e il Regno Unito 23. Il minor consumo si registra in Finlandia con soli 16 litri di acqua minerale pro capite all’anno, seguita dalla Danimarca (17 litri), dalla Norvegia (18), dall’Olanda (19) e Svezia (20).

 

La definizione legale

L’acqua non sfugge ai ferrei controlli ed alle rigide regole definite dai codici della salute pubblica.

Anche un’acqua minerale naturale è definita come un’acqua che possiede caratteristiche ben specifiche: essa deve essere microbiologicamente sana e controllata e provenire da una sorgente sotterranea al riparo da ogni inquinante.

Come tutti sappiamo, le varie acque minerali si differenziano poi per il tenore originale in minerali ed oligoelementi.

A differenza dell’acqua di rubinetto l’acqua minerale non deve aver subito nessun trattamento chimico.

 

La formazione dell’acqua minerale

I siti delle acque minerali sono esclusivamente sotterranee e si tratta di falde o di giacimenti.

Il riempimento di queste fonti avviene in modo naturale e segue il ciclo dell’acqua: l’acqua evapora dagli oceani, dai corsi d’acqua e dalla vegetazione e si condensa in nuvole; queste ultime si riversano sul suolo sotto forma di precipitazioni atmosferiche che tornano negli oceani e in terra.

Dopo l’infiltrazione attraverso il suolo, una parte di questa acqua alimenta le sorgenti di acqua minerale. Esse si riempiono quindi continuamente in modo naturale,.

La composizione specifica dipende, quindi, dalle rocce attraversate, dalle condizioni di temperatura, di pressione e di tempo passato in seno alla falda sotterranea.

L’acqua minerale è strettamente controllata e dall’autorità pubblica ed è sottoposta a le limitazioni specifiche per la presenza di determinate quantità di oligoelementi e minerali.

 

 

 

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