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Posted by on Giu 28, 2017 in Articoli di interesse, News | 0 comments

Carni rosse: effetti sulla salute e sull’ambiente

Carni rosse: effetti sulla salute e sull’ambiente

L’eccessivo consumo di carni rosse, fa male alla salute oltre che all’ambiente.

 

leggi l’articolo del dr. Girelli>>

 

I dati forniti dal National Institute of Healt, un Agenzia del Ministero della Salute Nord Americano, dimostravano che i forti mangiatori di carni rosse andavano incontro a seri problemi di salute in misura maggiore rispetto alle persone con un consumo basso-moderato di carni rosse.

Una successiva analisi svolta su 7,5 milioni di persone ha confermato quanto si sospettava da tempo, le carni rosse aumentano la frequenza delle malattie cardiovascolari, diabete, cancro, malattie epatiche, renali e accentuano i disturbi respiratori.

La causa va ricercata a quanto pare nell’elevata presenza di ferro legato all’emoglobina, dal maggior contenuto di grassi e dai nitrati e nitriti utilizzati nella lavorazione delle carni. La controprova ci proviene dalla valutazione delle condizioni di salute di coloro che consumano prevalentemente carni di pesce e carni bianche (pollame), che presentano un contenuto ridotto di ferro e di grassi. Le carni rosse danneggiano la salute umana in varie fasi dei processi di lavorazione.

Per cominciare le carni rosse sono dannose a partire dalla degradazione delle proteine, dalla presenza di acidi grassi insaturi, presenza di nitrati e nitriti, la produzione di sostanze cancerogene durante la cotture (pensiamo alle carni cotte alla griglia), la presenza di L carnitina e la sua interazione con la flora microbica intestinale. Oltre al ridotto consumo di vegetali, (in genere chi mangia molta carne mangia anche poca verdura). La conclusione è semplice un eccessivo consumo di carni non fa ben alla salute umana, in particolare se carni rosse.

Se prendiamo in esame il comportamento alimentare dei primati a noi più vicini come gorilla e scimpanzè scopriamo che sono fondamentalmente dei vegetariani. Nessuno nega l’accelerazione evolutiva che l’alimentazione a base di carne, soprattutto cotta, abbia dato al genere umano. La possibilità di disporre di una quantitativo elevato di proteine, facilmente digeribili, come quelle provenienti dalle carni cotte ha sicuramente permesso una spinta evolutiva prima sconosciuta, sembra che questo processo sia avvento circa 100,000 anni fa.

Ma  adesso le cose sono sostanzialmente cambiate, negli ultimi 50 anni il contributo di proteine animali e con loro un elevata quantità di calorie, è aumentato in maniera esponenziale, nel contempo si è ridotto in modo estremamente marcato la necessità di assumere molte calorie per compensare il consumo delle stesse da attività lavorative pesanti; la meccanizzazione ha liberato l’uomo dai lavori più pesanti, quelli che richiedono molte calorie. Nel contempo il consumo di carni rosse ha raggiunto livelli mai registrati prima nei paesi industrializzati. In Australia, Stati Uniti e Nuovo Zelanda il consumo annuale di carni rosse sfiora i 110-120 Kg per persona all’anno.

Questo eccessivo consumo non rappresenta solo un danno alla salute ma anche un danno ambientale, che va dal consumo di acqua (per produrre un Kg di proteine animali è necessario consumare oltre 110 litri di acqua) alla deforestazione per avere pascoli, alla produzione di CO2. Il bestiame ha colonizzato oltre il 30% della superficie terrestre in buona parte sotto forma di pascoli perenni, mentre il 33% delle terre arabili sono utilizzate per produrre foraggio. Senza contare la produzione di metano proveniente dalle deiezioni animali che contribuisce in modo non trascurabile alle emissioni di CO2.

Tutto questo non vuol dire che bisogna rinunciare ad una buona bistecca o ad un barbecue con gli amici, ma sicuramente la moderazione non guasta.

Dr. Franco Girelli,

Oncologo e Radioterapista di LILT Biella

 

 

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