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Posted by on Mar 13, 2012 in Articoli di interesse, News | 0 comments

Extravergine, oro benefico

Extravergine, oro benefico

Sapete che l’Umbria è la regione italiana che denuncia il più basso numero di rischi cardiovascolari in persone oltre i 40 anni? Ed il motivo di tanta salute sembrerebbe essere il giusto consumo di olio extravergine d’oliva.

D’altronde, le proprietà benefiche di questo fluido dai colori dorati e i riflessi verdognoli sono note da tempo ed aumentano sempre di più, grazie alle scoperte di medici ed alimentaristi. L’ultima riguarda ad esempio il diabete e l’infarto. Una ricerca spagnola dell’università di Cordova,pubblicata su una nota rivista scientifica, ha evidenziato infatti una diminuzione delle patologie e dell’attività infiammatoria in alcuni soggetti a cui era stata somministrata una dieta arricchita con olio extravergine. A coloro i quali erano invece  state date pietanze condite con olio d’oliva non extravergine, il successo era stato minore. Tutto merito dei fenoli, gli antiossidanti naturali di cui è particolarmente ricco l’extravergine di oliva, alimento che non può mancare nella nostra moderna alimentazione.

Le altre caratteristiche benefiche dell’olio extravergine le conosciamo bene, ma vale la pena ricordarle: tiene a bada il colesterolo riducendo quello cattivo (Ldl) e aumentando quello buono (Hdl),protegge cuore e arterie grazie al composto di grassi insaturi che aiutano a ridurre le placche arteriosclerotiche nei vasi sanguigni; protegge il fegato, la bile e le mucose intestinali,riduce il rischio di stitichezza e di ulcere,rallenta l’invecchiamento cerebrale. Ma quanto ne possiamo consumare?

In una alimentazione sana ed equilibrata, sono concessi  tre cucchiai al giorno, che si riducono a tre cucchiaini se si sta seguendo un regime dietetico. Non è vero, infatti, che per dimagrire dobbiamo rinunciare totalmente ai grassi, e soprattutto a questo grasso vegetale per eccellenza che possiede così tante proprietà. Aboliamo invece, per il periodo della dieta, il burro, soprattutto cotto. L’extravergine, a proposito, può essere consumato anche scaldato: per la sua  percentuale di acido oleico ha un elevato punto di fumo che lo rende stabile anche alle alte temperature. Naturalmente è meglio crudo,perché n questa maniera possiamo anche imparare a valutarne il gusto, che deve essere amaro e piccante. Già, perché in realtà sono questi i due sapori indispensabili: indicano che l’oliva da cui proviene è al giusto grado di maturità e sapore, con il suo colore verde intenso, e da cui emana anche un intenso profumo. Ma è vero che possiamo riconoscere un buon extravergine dal colore giallo verde brillante? E’ senz’ altro un buon biglietto da visita, ma occorre sapere che spesso si usa clorofilla per ottenere una gradazione più verdognola.

Un buon olio si giudica anche dal prezzo: la soglia minima per una bottiglia da 0,75 di extravergine italiano dovrebbe essere intorno ai 7 euro. Un prezzo minore può significare che l’olio non proviene da coltivazioni nostrane. Una volta acquistato, l’extravergine può conservarsi per diversi anni, anche se in etichetta è obbligatorio indicare la data di scadenza del prodotto, solitamente 18 mesi dall’imbottigliamento. Sarà nostra cura conservarlo bene, lontano da fonti di calore e di luce, nella sua bottiglia possibilmente scura. Solamente se avvertiremo un odore pungente di rancido potremmo decidere di non utilizzarlo più.

Naturalmente, anche per l’olio, abbiamo una notevole varietà di tipologie e di gusti a seconda della zona geografica: nel nostro centro sud (Toscana, Marche,Umbria, Lazio,Puglia, Sicilia) il sapore è più fruttato ed intenso, e si accompagna bene alle verdure e ai piatti mediterranei; al nord,invece(Liguria,zona del Garda)il sapore è più gentile e delicato e si adatta a molti piatti di pesce. A noi la scelta, l’importante è che sulle nostra tavole non manchi mai.

LUISA BENEDETTI POMA

Giornalista, Membro della Consulta Femminile Lilt Biella

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