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Posted by on Mar 27, 2012 in Articoli di interesse, News | 0 comments

Infarto: per chi ha macchina e TV il rischio aumenta del 27%

Infarto: per chi ha macchina e TV il rischio aumenta del 27%

Un’ulteriore conferma, e in questo campo il ripetere non guasta mai: le persone che svolgono un lavoro che necessita di una leggera o moderata attività fisica riducono ad un quinto o addirittura del 90% la probabilità di avere un attacco cardiaco rispetto alle persone con un lavoro assolutamente sedentario. Ovviamente anche l’attività fisica durante il tempo libero contribuisce a ridurre il rischio, mentre passare molte ore davanti alla televisione e utilizzare troppo l’automobile aumenta il rischio di infarto.
Sono i dati dell’Interheart Study, condotto su 29.000 persone da 262 centri in 52 Paesi in Asia, Europa, Medio Oriente, Africa, Australia, Nord e Sud America. Tale rapporto è stato pubblicato on line sull’European Heart Journal. Dopo aver ‘aggiustato’ i dati secondo vari fattori quali età, sesso, Paese, reddito, vizio del fumo, uso di alcol, educazione, salute, dieta, i ricercatori dell’Uppsala University Hospital (Svezia) con colleghi americani e canadesi hanno scoperto che le persone che svolgono un lavoro che prevede sia una leggera che una moderata attività fisica hanno un rischio più basso che varia da un quinto a un decimo di subire un attacco cardiaco rispetto a chi ha un’occupazione prevalentemente sedentaria.
Facendo un confronto tra i paesi a basso reddito e quelli a tenore di vita elevato, è emerso che le persone che non possiedono un auto oppure non hanno un apparecchio televisivo riducono del 27% la probabilità di andare incontro ad un infarto, rispetto a coloro che l’auto e la televisione le possiedono e le usano. Non sono sicuramente notizie incoraggianti per noi italiani, ove la media è di un auto ogni due persone e di televisori ce ne sono come minimo una in ogni casa.
Se per attività fisica intendiamo ogni forma di movimento della muscolatura scheletrica, sicuramente negli ultimi cinquant’anni l’attività fisica è andata riducendosi al lumicino. Con l’avanzare dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione, le macchine hanno progressivamente sostituito l’uomo in quella che era la sua attività fisica abituale, in genere rappresentata dal lavoro manuale. La guida e l’uso dei mezzi di trasporto ha ampiamente soppiantato la marcia e l’uso della bicicletta. È vero, sono comparse le palestre che in parte sopperiscono all’inattività legata al progresso, ma buona parte di noi rimane inattivo, utilizzando l’auto anche per brevi tratti e passando una buona fetta della giornata davanti alla televisione o lavorando con un computer.
Purtroppo la sedentarietà inizia sin da bambini, il gioco di gruppo, le corse quotidiane, così frequenti nelle generazioni precedenti sono state sostituite dai giochi elettronici e dalla televisione.
Lo studio conclude raccomandando una moderata attività fisica quotidiana, non è necessario cimentarsi in sport agonistici per stare in forma. Cerchiamo di inserire un po’ di moto in ogni istante della giornata. Magari lasciando in garage l’automobile e andando a comperare il giornale a piedi.
Dott.Giuseppe Girelli, oncologo, radioterapista, consigliere LILT Biella

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