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SPAZIO LILT visto dall’Hospice

Come tutti sanno il fiore all’occhiello della LILT Biella è l’Hospice “L’Orsa Maggiore”.

Pensato per accogliere i malati oncologici in fase avanzata di malattia, l’Hospice segue ogni anno tra i 150 e i 160 pazienti e dà un sostegno pratico, psicologico e umano ai familiari che vivono il dramma e l’angoscia della perdita di una persona cara.

Abbiamo chiesto alla dott.sa Raffaella Ambrosio, medico responsabile dell’Hospice di Biella, come veda la nascita di questo nuovo importante Centro.

“Penso che sia un’opera fondamentale per Biella e che potrà avere dei risvolti estremamente positivi ed interessanti anche per l’Hospice.
Noi qui ci troviamo spesso ad affrontare situazioni davvero complesse: spesso le persone pensano che qui risolveranno tutti quei problemi e quelle difficoltà rimaste in sospeso per tanto tempo”.

Per l’Hospice, quindi, il riflesso di SPAZIO LILT potrebbe riguardare problematiche non tanto relative alla terminalità, quanto a tutto ciò che c’è di contorno, sia per il malato, sia per il familiare, sin dal momento della diagnosi. E c’è davvero tanto.
“La parte della riabilitazione che avrà amplissimo spazio è non solo interessante, ma indispensabile: la fisioterapia permette una trasmissione di tecniche che semplificano alcuni movimenti, gli spostamenti e preservano l’autonomia.

Anche per quel che riguarda la riabilitazione psicologica – prosegue Raffaella Ambrosio – bisognerebbe cogliere le necessità sin dall’inizio della malattia o nel suo divenire. Il lavoro dello psicologo va fatto tempestivamente,molto prima dell’ingresso in Hospice, sia con il paziente, sia con il familiare. Questo ci consentirebbe di non trovarci a gestire situazioni in cui bisogna partire dall’inizio, cosa paradossale se pensiamo che in Hospice dobbiamo o dovremmo poter pensare alla fine di un percorso ed abbiamo tempi molto brevi”.
Si tratta, quindi, di ripensare alle modalità e soprattutto a come cogliere le necessità delle persone.

“Credo che la presenza di SPAZIO LILT consentirà una continuità assistenziale intesa in un modo diverso: il modo della LILT di Biella. La filosofia delle cure palliative è una filosofia che guarda alla persona, alla sua unicità. Valorizza l’autonomia del malato, rimandando dignità e rispetto ad una persona che non è “UN PAZIENTE”, ma è “QUELLA PERSONA”.
La LILT Biella ha una filosofia del prendersi cura che è ancora piuttosto rara ed è anche unica. Con SPAZIO LILT la centralità della persona non sarà solo quella che si è certi di trovare in Hospice, ma sarà quella che si sarà certi di trovare ogni volta che si farà una visita ed ogni volta che si entreràin SPAZIO LILT.

Da un punto di vista sanitario – conclude il medico responsabile dell’Hospice – la LILT da sempre fa un accompagnamento attento, professionale e centrato sulla persona”.

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