Vino bianco o vino rosso? Vino con moderazione

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Vino bianco o vino rosso? Fermo o mosso? Salutare o da evitare? La parola d’ordine è moderazione.

Quando si parla di vino, bianco o rosso che sia, e si parla quindi delle sue qualità e dei suoi aspetti più rischiosi, le voci sono spesso discordanti. C’è chi pensa che gli antiossidanti in esso contenuti  ne facciano un elisir di lungavita, altri invece che sarebbe bene limitarlo dato che si tratta sempre e comunque di una bevanda alcolica e quindi intossicante. La diatriba non si è ancora spenta, ma possiamo comunque cercare di trovare una via di mezzo: ovvero individuare per chi può essere un alimento prezioso e per chi invece è meglio limitarlo al massimo.

Vino: bianco o rosso? Ecco i risultati degli studi scientifici:

L’estate che non abbiamo quasi avuto ha influenzato non poco la vendemmia, e sembra proprio che alcune qualità particolari e pregiate di vino, come l’Amarone, vedranno l’annata del tutto ignorata. Intanto però rimane sulle nostre tavole l’incognita sul tipo di bottiglia da scegliere: è più salutare il bianco o il rosso? A parte il discorso degli abbinamenti con le pietanze, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’attenta esaltazione del rosso, sottoposto a diversi e rigorosi studi: vi sarebbero infatti in esso contenute concentrazioni di composti fenolici 20 volte maggiori rispetto al bianco. Si tratterebbe dei famosi polifenoli, soprattutto flavonoidi, ma anche antocianine (zuccheri con effetti coadiuvanti nel trattamento del diabete e con effetti positivi sulla vista), e soprattutto del prezioso resveratrolo, presente nella buccia. E qui ecco la spiegazione. Nella lavorazione del vino bianco, infatti, le bucce vengono tolte, con conseguente eliminazione dei maggiori antiossidanti. Nel vino rosso le bucce vengono invece tenute diversi giorni nel succo, rilasciando i flavonoidi responsabili anche della colorazione rubino. Altri studi più recenti hanno scoperto un altro polifenolo, il picetannolo, con proprietà antiossidanti ancora più accentuate del resveratrolo.

I benefici del vino rosso

Ed eccoci arrivati a vedere i benefici più diffusi del vino rosso: rallentamento dell’invecchiamento, rallentamento dello sviluppo tumorale, prevenzione delle malattie cardiovascolari (ictus, infarto, angina pectoris), abbassamento della pressione arteriosa, proprietà antinfiammatorie e di prevenzione dell’arteriosclerosi.

Vino bianco per i palati femminili

E il vino bianco? Nessuna proprietà particolare, a parte la soavità del gusto, la delicatezza e raffinatezza dei suoi bouquet che lo fanno apprezzare  soprattutto dai palati femminili. Ma qualche novità c’è anche per loro. Uno studio dell’epidemiologo statunitense Arthur Klataski, ha evidenziato come i vini bianchi frizzanti, o per meglio dire “mossi”, contengano idrossitirosolo, un potentissimo antiossidante che non si trova nell’uva, bensì si sviluppa solo durante la fermentazione ( ed è presente anche nell’olio di oliva). Quindi sì anche ai prosecchi, spumanti e champagne.

Quanto si può bere?

Ma quanto si può bere? Moderazione  è la parola d’ordine. Quindi,  2 bicchieri al massimo al giorno per l’uomo e uno solo per la donna o l’anziano. E sempre ai pasti, mai a stomaco vuoto o in maniera concentrata solo nel week end. L’abuso cronico di vino danneggia infatti il sistema nervoso e quello digerente. Il bicchiere, inoltre, è meglio ridurlo ancora, o evitarlo del tutto, in caso di diabete, obesità o trigliceridi alti. Per la donna resta alto il rischio di tumore al seno: coloro le quali consumano 14 bicchieri alla settimana risultano esposte del 24% in più al cancro rispetto alle astemie.

Dal vino all’uva: chicche di bellezza per te:

Cosa dire della “cura o dieta dell’uva” che si effettua proprio in autunno? Famosa sin dall’epoca romana, è indicata a chi soffre di astenia, di malattie del fegato e dell’ apparato  cardiocircolatorio, ma è invece sconsigliata ai diabetici (l’uva è un frutto molto zuccherino) e a chi soffre di ulcera gastrica. In linea di massima se ne dovrebbe mangiare inizialmente mezzo chilo a colazione, per arrivare a mangiarne  due chili nella seconda settimana. Negli altri pasti occorrerà aggiungere carboidrati e verdure, eliminando, se possibile, carni rosse e formaggi per accentuare l’effetto disintossicante. L’importante è che l’uva sia genuina e quindi poco “trattata”.

Vinoterapia: vino per i trattamenti di bellezza

Infine, la vinoterapia: ovvero bagni, impacchi e deliziosi massaggi con uve, vinaccioli e succhi su viso e corpo, con la finalità di idratare e ringiovanire la pelle. Ormai le più attrezzate SPA hanno programmi completi di bellezza a base di vino, uve e creme con estratti antiossidanti. Un rito di bellezza che in autunno può diventare un vero momento di rigenerante antistress.

2018-05-07T20:50:27+00:00 15 ottobre 2014|Categorie: Articoli di interesse|

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