Scopri gli stili di vita per prevenire il disordine endocrino-metabolico più diffuso nel mondo, il Diabete Tipo 2

Il diabete Tipo 2, o Diabete mellito di tipo 2,  rappresenta il disordine endocrino-metabolico più diffuso nel mondo: colpisce il 5-10% della popolazione dei Paesi industrializzati e rappresenta quasi il 90% di tutti i casi di diabete mellito. Rappresenta un problema di sanità pubblica enorme ed in continua crescita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la crescita annuale del diabete è stimabile intorno al 5-6% e, con questa velocità di crescita, a partire dal 2025 saranno più di 300 milioni gli individui affetti da diabete tipo 2.

L’incremento di individui affetti da diabete tipo 2 sono da ricercarsi nei profondi cambiamenti dello stile di vita delle persone avvenuti negli ultimi decenni: in particolare, lo stile di vita sedentario, la dieta ipercalorica e ricca di zuccheri, di grassi e povera di fibre, il sovrappeso e l’obesità costituiscono le cause principali. Alla base del diabete di tipo 2 troviamo uno stato di insulino-resistenza a livello del tessuto muscolare e adiposo ed una concomitante alterata secrezione di insulina. Queste concause portano all’aumento della glicemia, cioè della concentrazione di glucosio nel sangue che, nel lungo periodo, può sviluppare complicanze croniche a carico di vari organi.

Da quanto detto si capisce come il controllo della glicemia diventa fondamentale proprio per prevenire le complicanze. La terapia del paziente diabetico è, in primo luogo, volta a correggere lo stile di vita del paziente, esaltando l’importanza di una corretta alimentazione, in associazione con l’esecuzione di regolare esercizio fisico. Se le modifiche degli stili di vita non permettono di ottenere un buon compenso glicemico, diventa necessario avviare la terapia farmacologica. Tra i fattori che possono favorire l’insorgenza di diabete ricordiamo il sovrappeso e l’obesità (soprattutto di tipo addominale), per cui raggiungere e/o mantenere un peso corporeo desiderabile è uno dei primi obiettivi da perseguire perché permette di ridurre non solo i livelli di glicemia nel sangue, ma anche di ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare (come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia).

Consigli nutrizionali per tenere sotto controllo la glicemia:

  • ridurre il consumo di zuccheri semplici, evitando zucchero bianco e zucchero di canna o fruttosio, marmellata, miele, dolci vari (torte, pasticcini,biscotti, budini, caramelle…), bevande zuccherate e succhi di frutta.
  • ridurre il consumo di grassi saturi, cioè grassi di origine animale (burro, lardo, strutto, margarine, insaccati, carni rosse grasse, formaggi).
  • controllare il consumo di frutta, scegliendo quella a più basso indice glicemico (no a banane, cachi, fichi, uva…).
  • incrementare il consumo di fibra alimentare attraverso un buon consumo di verdura, di cereali integrali.
  • non saltare mai la colazione.
  • consumare pasti completi (carboidrati + proteine + verdura +frutta) a pranzo e a cena.
  • evitare periodi di digiuno prolungato, ma frazionare bene i pasti nella giornata per evitare iper o ipoglicemie.
  • suddividere equamente, nei 3 pasti principali, la quota totale di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate…).
  • garantire un buon apporto idrico (almeno 1,5 litri di acqua al giorno).

 

monteferrarioDott. ssa Francesca Monteferrario

Medico Chirurgo,

Specialista in Scienza

dell’Alimentazione