Coronavirus e tumore: in questo periodo anche i malati oncologici e i familiari vivono momenti difficili, anzi, ancor piú difficili. Abbiamo chiesto alla psicologa di LILT Biella quali sono i vissuti dei malati di tumore e dei loro familiari

Coronavirus e malati di tumore: Dott.ssa Fornaro, riesce a inquadrarci la situazione?

In LILT seguiamo diverse persone malate di tumore e in vari stadi di malattia: si va dalla prima diagnosi con attesa di intervento, a persone con malattia in fase di remissione o in progressione. I malati oncologici convivono con la paura, paura delle terapie, a volte davvero pesanti, paura di non farcela. Spesso aumentano il livello di arousal, cioè di attivazione emotiva e di attenzione: sono ipervigili e interpretano ogni piccolo sintomo o ogni piccolo cambiamento come un possibile segnale di malattia.
Se prima avevano un nemico da affrontare, adesso ne hanno due, anzi piú di due perché ogni persona che incontrano è un potenziale pericolo.

Di cosa parlano i pazienti?

Mi parlano delle loro ansie, di come vivono le loro giornate, di quello che fanno, di come si organizzano. Temono il fatto di recarsi in ospedale per fare le chemio: temono il contagio, nonostante siano consapevoli che le strutture ospedaliere sono organizzatissime e fanno di tutto per tutelarli, ma hanno comunque paura, soprattutto per l’abbassamento delle difese immunitarie
soprattutto per l’abbassamento delle difese immunitarie”.
Se prima avevano un nemico da affrontare, adesso ne hanno due, anzi piú di due perché ogni persona che incontrano è un potenziale pericolo.

Coronavirus e tumore: essere chiusi in casa li aiuta?

La risposta è “ni”. Se da un lato stare in casa protegge dall’esterno e dal possibile contagio, dall’altra il tempo per pensare è davvero tanto. C’è un continuo alternarsi tra emozioni che fanno soffrire e razionalitá. È un’altalena continua per loro.

Prima diceva che i pericoli sono piú di due… perché?

Immaginiamo di essere noi con le difese immunitarie basse, di avere giá lottato tanto per far fronte alla malattia. Abbiamo fatto tanto e adesso si presenta pure il Coronavirus. Allora hai paura che sia stata vana la tua fatica, ma subito salti con il pensiero a quali sono tutti i modi possibili per tutelarti. E poi, per caso, quando esci anche solo sul balcone, vedi che fuori casa ci sono alcuni ragazzi che si incontrano in gruppetti, le giovani coppie adolescenti che si abbracciano. Oppure ti accorgi che i tuoi vicini di casa hanno ricevuto la visita di alcuni ospiti a casa loro quando questo è tassativamente proibito. Qui la paura, l’impotenza, la rabbia sono un turbinio davvero potente.

E i familiari?

I familiari presentano le stesse paure, a cui si aggiunge il timore di ammalarsi e di non poter gestire non solo il proprio caro, ma il resto della famiglia. In ogni caso, molti familiari sono davvero eccezionali perché sostengono emotivamente il loro caro e lo riportano alla razionalitá. Essere razionali, stare nel qui ed ora, fermare le emozioni quando diventano pervasive è importantissimo. Sicuramente è anche faticoso.

Cosa possono fare i malati a casa per vivere meglio?

Innanzitutto non stare sempre a seguire programmi che parlano del Coronavirus e limitare l’afflusso di notizie. Mantenere la socialitá con chiamate o videochiamate, è importante; tuttavia, se si ricevono telefonate da persone che attivano ansia, è bene tutelarsi ed evitare o limitare il piú possibile i contatti telefonici con queste persone. Compatibilmente con le condizioni dettate dalla malattia le attivitá che si possono fare sono tante: cercare online corsi di yoga, fare meditazione ed esercizi di rilassamento. Anche mantenere la routine è importante (quindi non sfalsare gli orari dei pasti, vestirsi e non rimanere tutto il giorno in pigiama, pettinarsi, farsi la barba). Poi si possono guardare film, leggere, ascoltare musica o anche un audiolibro: gli audiolibri sono davvero coinvolgenti e non stancano come leggere. Condividere la propria giornata con un familiare puó significare guardare insieme filmati con i concerti o i videoclip dei cantanti preferiti, cercare online le vecchie pubblicitá o vecchi programmi televisivi, possibilmente umoristici e divertenti, giocare a carte, dama, scacchi. È possibile anche andare a recuperare vecchi hobby. Insomma, basta provare a fare e non stare fermi ad aspettare. La vita è ogni giorno e aspettare che tutto passi per vivere significa sospendere il sentirsi vivi