Il Fiuto di Frankie

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Il fiuto di Frankie riconosce le cellule tumorali della tiroide.

Una nuova ricerca ha dimostrato che cani appositamente addestrati sono in grado di riconoscere un tumore maligno della tiroide, rispetto ad uno benigno, con una accuratezza dell’88%. Questa è la storia del fiuto di Frankie, un cagnolino randagio salvato dalla strada.

Per il fiuto di Frankie un addestramento molto speciale

Questi risultati, sicuramente curiosi, provengono da un piccolo studio che ha come protagonista un cane di nome Frankie.
L’animale, responsabile dell’identificazione delle cellule tumorali, è un cagnolino randagio di circa sette anni, salvato dalla strada. Frankie è stato addestrato a riconoscere le cellule tumorali della tiroide nell’urina.

Dopo sei mesi di addestramento, Frankie era in grado di riconoscere tra urine contenenti cellule tumorali e non, la neoplasia nello specifico era il carcinoma papillare. Tra 34 campioni di urina, 15 con tumore e 19 benigne Frankie ha centrato l’obiettivo di 30 su 34 casi con una accuratezza dell’ 86%.

 

Presentazione ufficiale dello studio e prospettive future per la cura del tumore alla tiroide

I risultati sono stati presentati il 6 marzo scorso al convegno annuale della Società Americana di Endocrinologia da parte del dott. Andrew M. Hinson dell’Univesità dell’Arkansas.
La diagnosi di un tumore tiroideo è spesso difficile, in quanto richiede l’identificazione di un piccolo nido di cellule tumorali nascosto tra numerosi noduli di cellule tiroidee benigne.
È altrettanto difficile riconoscere quando un paziente è libero da cellule tumorali dopo un intervento chirurgico di asportazione di un nodulo maligno alla ghiandola.

Sicuramente la possibilità di identificare le cellule tumorali rappresenterebbe un grande passo avanti nella cura di questa malattia, oltre a rappresentare un vantaggio in termini di costi, prevenendo interventi inutili. Inoltre, questi cani appositamente addestrati possono essere utilizzati nelle aree dove la biopsia ad ultrasuoni è poco fattibile, come quelle a basso reddito.

Non è la prima volta che i cani vengono utilizzati per diagnosticare mediante l’olfatto un tumore, è però la prima volta che vengono usati per il carcinoma tiroideo. L’anno scorso, nel più grande studio mai occupatosi di questo, due cani sono stati in grado di identificare il tumore alla prostata con un’accuratezza vicino al 100% in diverse centinaia di uomini e un altro studio ha dimostrato che i cani sono in grado di fiutare le cellule del carcinoma del retto e del polmone.