LILT Biella lancia la versione in inglese del suo sito web

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Una scelta strategica, per poter dialogare con i nostri partner europei e intraprendere nuove collaborazioni a livello internazionale

Sono passati due anni dall’inizio del primo progetto di ricerca sulla riabilitazione oncologica a cui LILT Biella ha deciso di aderire e partecipare. E, oggi, sono ormai 4 i progetti e gli studi pilota che la vedono coinvolta in prima linea nella lotta contro il cancro.

Insieme a partner di rilievo nazionali e internazionali LILT Biella ha infatti dato vita a una rete impegnata ad analizzare, testare e studiare gli effetti delle metodologie riabilitative che vengono proposte a Spazio LILT ai malati oncologici e a chi soffre di patologie cronico-degenerative.

Ne abbiamo parlato con Ylenia Sacco, Responsabile per la Ricerca e Innovazione di LILT Biella.

Dott.ssa Sacco, prima di tutto, perché un sito in inglese?

La realizzazione di un sito in inglese rappresenta una finestra sul mondo. E’ una tappa obbligata e naturale dell’evoluzione di un’organizzazione che ha obiettivi ambiziosi. L’inglese non è solo la lingua scientifica per eccellenza, ma è anche un necessario veicolo per poter comunicare e diffondere la nostra realtà “SPAZIO LILT”: le buone pratiche di prevenzione che LILT Biella ha da sempre offerto sul territorio biellese, ma anche per poter valorizzare i nuovi progetti e servizi che nell’ambito della ricerca in prevenzione terziaria (riabilitazione e supporto alla qualità della vita) stiamo costruendo con partner di altri regioni italiane ed europee.

Quanti sono e quali i progetti di ricerca e gli studi pilota in cui è oggi coinvolta LILT Biella?

Siamo partiti nel 2017 con un progetto pilota sull’Esercizio fisico adattato per pazienti oncologici che ha dato un primo significativo riscontro positivo a questo abbiamo abbinato l’avvio di un percorso di riabilitazione oncologica con la creazione di un ambulatorio per la riabilitazione del pavimento pelvico e motoria. L’obiettivo è stato la realizzazione di un percorso virtuoso e completo di prevenzione terziaria rivolto sia a pazienti in fase post-acuta sia a lungo-sopravviventi. Oggi, grazie alla qualità ed efficacia delle terapie oncologiche, la percentuale di persone che sopravvivono al tumore è in costante aumento, a questo miglioramento occorre però abbinare ed offrire anche la possibilità di riabilitarsi e di mantenere una qualità della vita soddisfacente e il più attiva ed autonoma possibile anche e soprattutto dopo la cura. I nostri progetti e servizi offrono a tutti questa opportunità e stanno avendo un costante aumento nelle richieste da parte del territorio.
Altre due iniziative di ricerca ed innovazione in prevenzione terziaria stanno prendendo il via (tra fine 2019 e inizio 2020): esercizio fisico adattato e riabilitazione respiratoria. Per la realizzazione di questi progetti potremo contare anche sul supporto dell’ASL di Biella grazie al Dipartimento di Oncologia e Pneumologia.

Quando sarà possibile conoscerne i primi risultati?

I risultati dei primi due progetti sono in elaborazione e saranno disponibili nel corso dei prossimi mesi. Per quanto riguarda i trials in fase di avvio, le sperimentazioni avranno una durata biennale e dunque la pubblicazione dei risultati scientifici sarà possibile nel 2021.

Chi sono i partner con cui LILT Biella collabora e da dove provengono i fondi dedicati alla ricerca?

I progetti di ricerca che abbiamo potuto avviare sono stati approvati dal Comitato scientifico e quindi sostenuti principalmente grazie ai fondi di ricerca sanitaria nazionale (LILT Nazionale fondi 5xMille 2016-2018). Per quanto riguarda l’avvio della riabilitazione oncologica abbiamo potuto contare sul supporto della Rete oncologica del Piemonte e della Val d’Aosta.
La realizzazione di progetti di ricerca significativi su scala nazionale ed internazionale può avvenire solo grazie a partnership importanti e a team multidisciplinari in grado di offrire le soluzioni più moderne ed adeguate al quesito di ricerca indagato. Per fare questo possiamo al momento contare sulla collaborazione dell’IRCSS di Milano, Università degli Studi di Verona (Dip. Di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento), Università degli studi di Torino (Dip. di Informatica) e altre sezioni LILT.

Perché la riabilitazione è considerata così strategica per la lotta contro il cancro?

Avviare un progetto di riabilitazione vuole dire investire sul futuro, una persona malata non riabilitata necessita di più assistenza e comporta costi in aumento per la società, una riabilitazione fisico-motoria ma anche psicologica consente di reinserire laddove possibile più precocemente il malato nel sistema lavorativo, nella famiglia e nella società civile. Attraverso i nostri servizi possiamo contribuire a migliorare la qualità della vita dei malati e dei lungo-sopravviventi: questa è una scelta strategica che porteremo avanti nei prossimi anni con impegno ed energia a favore della popolazione.

2019-09-27T09:08:59+00:00 27 settembre 2019|Categorie: Articoli di interesse, News|Argomenti: , |