Frutta secca regina del Natale

/, News/Frutta secca regina del Natale

Che Natale sarebbe senza frutta secca? Qualche consiglio per gustarla a cuor leggero

Rispetto alla frutta fresca, quella disidratata o in guscio è sicuramente più zuccherina e grassa perciò, per beneficiare dei soli effetti salutari di questi alimenti, come il contributo alla riduzione dell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, è necessario qualche accorgimento, come il consumo in quantità ridotte e non a fine pasto. ]

Datteri, fichi secchi, noci, pistacchi e nocciole: sulla tavola delle feste non dovrebbero mancare mai perché fanno subito Natale e completano i menu più tradizionali. In realtà la frutta secca dovrebbe comparire ogni giorno nella nostra alimentazione come piccolo spuntino, più che aggiungersi ai già ricchi e calorici piatti natalizi, essendo ricchissima di vitamine e minerali utili al nostro benessere.

Rispetto alla frutta fresca, quella disidratata o in guscio è sicuramente più zuccherina e grassa, ma basta ridurre le dosi e non consumarla a fine pasto. Gli studi condotti dalla Loma Linda University della California e quelli pubblicati sul New England Journal of Medicine, mostrano chiaramente che la frutta secca allunga la vita: riduce infatti del 29% il rischio di patologie cardiovascolari gravi, e dell’11% il rischio di contrarre un tumore. Scoperte in un certo senso eclatanti se si pensa che solo qualche anno fa la frutta secca era considerata quasi veleno, sia per la linea che per le arterie. In realtà i grassi in essa contenuti sono monoinsaturi e polinsaturi, utili quindi per combattere il colesterolo. In più ci troviamo le vitamine A, E, C e K, i sali minerali come potassio, fosforo, magnesio, calcio, zinco e ferro, ed infine le fibre in quantità notevoli. La frutta secca è utile contro la stitichezza perchè favorisce il transito intestinale, è ottima prima e dopo lo sport perchè dà la giusta carica e reintegra le sostanze nutritive dopo lo sforzo, favorendo la costruzione di nuova massa muscolare; ha un’azione benefica sul fegato perchè ne limita le infiammazioni; è ottima nella prevenzione del diabete e sui malati di Parkinson (specialmente le arachidi). E’ però controindicata a chi soffre di colon irritabile, diarrea, aerofagia e gotta. E naturalmente a coloro che sono allergici alla frutta secca.

Ma vediamo ora in dettaglio alcune particolarità. La albicocche secche, ad esempio, vantano un eccezionale contenuto di fibre (24 gr per 100 grammi ), contengono tutti i maggiori sali minerali e molta vitamina A, antiossidante e ottima per migliorare vista, ossa e denti. I datteri, soprannominati anche “caramelle della natura” per la loro dolcezza e morbidezza, contengono addirittura più potassio delle banane, molte fibre, né sodio né colesterolo. I fichi secchi, invece, sono i frutti più ricchi di calcio (186 mg per 100 grammi, quindi più del latte) ed hanno un buon contenuto di potassio e vitamina B1. Questi tre tipi di frutta disidratata contengono quindi un basso contenuto di lipidi ma per contro un elevato contenuto di zuccheri. Alla fine, però, 100 grammi raggiungono appena le 400 calorie. Supera invece le 600 calorie la frutta in guscio tostata come mandorle, pistacchi, noci e nocciole. Per essa abbiamo al contrario un elevato contenuto di lipidi e un basso contenuto di zuccheri. Per quanto riguarda le calorie, al primo posto troviamo le noci, con 640 calorie per 100 grammi, all’ultimo le albicocche con 235. La porzione giornaliera? 30 grammi per la frutta oleosa in guscio, e 40-50 grammi per quella morbida disidratata.

Le applicazioni in cucina sono molteplici e affascinanti: le ricette più salutari la vogliono aggiunta allo yogurt, alle insalate, al pesce ( sogliola, orata o trota coperte da uno strato di lamelle di mandorle) o al pollo. Ma la frutta secca va aggiunta specialmente ai dolci, soprattutto quelli proprio di tradizione natalizia: dai biscotti arricchiti da noci, mandorle e nocciole (che possiamo appendere deliziosamente all’albero natalizio), alle creme e ai budini di pistacchi, dallo zelten di tradizione tedesca ai plum cake inglesi, tutti con frutta secca a guscio tritata ma anche disidratata, tagliata a pezzetti, come per il panforte senese. Una prelibatezza “salutare” diventa così anche la cioccolata fondente al 70% con nocciole (un quadratino, anche ogni giorno). Senza dimenticare i pinoli, energetici ma anche utili nei soggetti anemici, che sono da sempre una risorsa per tanti piatti gustosi della tradizione italiana: dalla pasta con il pesto alla genovese alle sarde a beccafico siciliane, fino alla “torta della nonna” con la crema pasticciera.

 

2019-02-04T14:47:03+00:00 23 dicembre 2015|Categorie: Articoli di interesse, News|Argomenti: , , , , , |