Il carcinoma polmonare è la neoplasia che provoca il maggiore numero di vittime a livello mondiale.
Sebbene negli ultimi 2 decenni negli Stati Uniti e in Europa incidenza e mortalità siano diminuite, la malattia resta estremamente pericolosa con un costo sociale elevatissimo.
In Italia nel 2020 si sono verificati circa 41.000 nuovi casi confermando il tumore del polmone il più frequente negli uomini (15%) e il terzo nelle donne (6%), mentre a livello mondiale l’incidenza è in aumento soprattutto in Asia, in linea con un elevato consumo di sigarette.

Fattori di rischio

Il fumo di tabacco rappresenta il principale singolo fattore di rischio essendo associato, oltre al carcinoma polmonare, all’insorgenza di circa un tumore su tre e a ben 17 tipi/sedi di tumore.
È interessante notare che in Asia e nell’Europa Orientale si continua a produrre ed utilizzare l’amianto che ha un potenziale cancerogeno sinergico con il fumo di tabacco.
Tra gli inquinanti ambientali, il radon rappresenta un fattore di rischio per fumatori e non fumatori di sviluppare un cancro ai polmoni, mentre sono in corso ricerche per valutare la relazione tra fumo di cannabis e l’insorgenza di neoplasia polmonare.

La TAC a basso dosaggio come strumento di diagnosi precoce

Lo screening mediante TAC a basso dosaggio di radiazioni è al momento l’unico mezzo che abbiamo per individuare precocemente la malattia e aumentare le probabilità di guarigione ed è raccomandato dopo la cessazione del fumo.
Nel giugno del 2022 sono stati pubblicati su una prestigiosa rivista americana di clinica chirurgica, i risultati preliminari dello studio National Lung Screening Trial (NLST) svolto negli Stati Uniti.
Lo studio ha coinvolto, a partire dal 2002, circa 53.000 fumatori di età compresa tra i 55 e i 74 anni, con una storia di almeno 30 pacchetti-anno oppure ex fumatori da non oltre 15 anni.
Anche se allo screening hanno aderito solo 10 Stati americani con una partecipazione decisamente bassa, i risultati hanno dimostrato che, grazie all’attività di prevenzione attraverso lo screening, è possibile registrare un aumento della sopravvivenza nei pazienti ex fumatori.

Pertanto, aumentare la partecipazione ai programmi di screening mediante TAC a bassa dose di radiazioni tra tutti gli individui idonei, è fondamentale per migliorare gli indici di sopravvivenza relativi a questo tumore particolarmente aggressivo.

La biopsia liquida

È altrettanto fondamentale comprendere la complessa biologia della malattia all’interno delle varie popolazioni (fumatori, non fumatori, persone esposte al fumo passivo, anni trascorsi da quando si è smesso di fumare, ecc.) per identificare con precisione gli individui ad alto rischio da indirizzare allo screening, in modo tale da ridurre i costi e rendere lo screening fruibile ad una larga parte della popolazione.

Un altro potenziale metodo di screening su cui si sta lavorando, è la biopsia liquida, ovvero individuare attraverso un prelievo di sangue frammenti di RNA tumorale circolanti. Questo strumento ha implicazioni di vasta portata per accelerare le cure, evitando procedure invasive non necessarie.

Lo screening dei non fumatori

Sulla rivista scientifica Lancet Respiratory Disease dell’aprile 2022 è stato pubblicato il lavoro svolto in Cina tra il 2013 e il 2018.
Lo studio che ha coinvolto ben 1.016.740 persone, ha sottoposto a screening anche i non fumatori: si tratta di individui di età compresa tra 40 e 74 anni asintomatici e senza storia di cancro al polmone.

I partecipanti sono stati classificati come ad alto o basso rischio, utilizzando un punteggio specifico che includeva:
– abitudine al fumo di sigaretta
– livello di attività fisica,
– esposizioni professionali,
– storia di malattie respiratorie croniche,
– storia familiare di cancro ai polmoni,
– dieta,
– fumo passivo,
– sesso.

I partecipanti ad alto rischio sono stati invitati ad eseguire una TAC del torace a bassa dose di radiazioni una tantum. L’incidenza e la mortalità per cancro al polmone e la mortalità per tutte le cause sono state calcolate per i gruppi sottoposti a screening e non.
L’efficacia di una scansione TAC a bassa dose di radiazioni una tantum è stata valutata confrontando i vari gruppi ed ha dimostrato di incidere significativamente, riducendo la mortalità per cancro al polmone in una vasta porzione della popolazione cinese.

Il progetto RISP promosso dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

In Italia lo screening per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare è promosso dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: il progetto RISP (Rete Italiana per lo Screening Polmonare) è un programma gratuito di diagnosi precoce del tumore al polmone mediante TAC spirale a basso dosaggio che si prefigge, in questa prima fase, l’obiettivo di reclutare 10.000 soggetti ad alto rischio.
Per partecipare allo screening, promosso da WALCE Onlus e patrocinato da Federfarma, bisogna avere un’età compresa tra i 55 e i 75 anni, essere un forte fumatore, con un consumo medio di 20 sigarette al giorno per 30 anni, oppure essere un ex forte fumatore da massimo 15 anni.

Per iscriversi: https://programmarisp.it/modulo.php